Banda 26 GHz e 5G mmWave: cosa cambia per le imprese
Con la delibera 232/25/CONS, AGCOM ha definito le regole per assegnare le frequenze 24,25–26,5 GHz. È la "banda pioniera" del 5G mmWave: ecco cosa significa per connettività industriale, FWA e progetti privati.

In breve
- AGCOM ha aperto la strada all'uso commerciale della banda 26 GHz (5G millimeter wave) in Italia, dopo le aste di assegnazione completate nel 2025-2026.
- È una banda altissima, che porta velocità da fibra ottica wireless: 1-3 Gbps reali, con bassissima latenza.
- Il limite: la copertura è di poche centinaia di metri e non passa attraverso muri spessi. Serve in scenari mirati.
- Le applicazioni vere per le imprese: porti, fiere, stadi, smart factory, distretti industriali.
- Per la PMI media, oggi non cambia nulla. Per chi opera in questi scenari verticali, è un'occasione concreta a partire dal 2026-2027.
Cosa è la banda 26 GHz e perché se ne parla
Il 5G che usate oggi sul telefono lavora su frequenze "basse" (700 MHz - 3,7 GHz). Vanno lontano e attraversano i muri, ma hanno banda limitata.
La banda 26 GHz è una millimeter wave (mmWave): frequenze altissime con caratteristiche opposte:
- Velocità: 1-3 Gbps reali per utente, picchi anche superiori.
- Latenza: sotto i 5 ms.
- Copertura: 200-300 metri da un'antenna, in linea d'aria.
- Penetrazione: praticamente nulla attraverso muri di cemento.
Tradotto: è "fibra ottica senza fibra", ottima per scenari concentrati, inutilizzabile per coprire interi quartieri.
Cosa ha fatto AGCOM nel 2025-2026
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato delibere che definiscono come usare la banda 26 GHz in Italia, distinguendo tra:
- Reti pubbliche: gestite dagli operatori (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad).
- Reti private locali: aziende, porti, aeroporti possono ottenere licenze d'uso esclusivo per coprire un loro sito specifico.
È quest'ultima novità la più rilevante per le imprese. Fonte: AGCOM — Banda 26 GHz.
A chi serve davvero (e a chi no)
Serve, e tanto, in questi scenari:
- Porti: gestione container con AGV (veicoli a guida autonoma), telecamere AI, sensori in tempo reale.
- Stabilimenti industriali (smart factory): macchine connesse, robot collaborativi, manutenzione predittiva.
- Fiere ed eventi: copertura ad altissima densità in spazi delimitati (migliaia di persone in pochi mq).
- Stadi e arene: streaming video 4K/8K, esperienza immersiva per il pubblico.
- Aeroporti: gestione bagagli, security, IoT in pista.
Non serve (e non funzionerebbe):
- Coperture cittadine generaliste.
- Connettività in uffici già serviti dalla fibra.
- Smart working domestico.
Le alternative per chi non rientra in questi scenari
Se siete una PMI manifatturiera, di servizi o commerciale che non rientra nei casi sopra, oggi le opzioni più efficaci restano:
- Fibra FTTH dove disponibile.
- 5G "tradizionale" (3,5 GHz) come backup o connettività primaria in zone non fibrate.
- FWA (Fixed Wireless Access) per zone bianche/grigie.
Il 26 GHz arriverà, ma non è la soluzione per il problema "ho internet lento in ufficio".
Quanto costa e tempi
Difficile dare cifre univoche perché dipende dall'operatore e dallo scenario. Indicativamente:
- Licenza per rete privata locale: tariffe AGCOM definite per metro quadro/anno, generalmente accessibili.
- Infrastruttura (antenne + core): 50-200 mila euro per sito industriale.
- Apparati utente (router 5G mmWave): 500-2.000 euro l'uno.
I principali operatori italiani stanno completando i pilot proprio nel 2026, con il rilascio commerciale ampio atteso nel 2027.
Cosa fare adesso, se siete in uno degli scenari verticali
- Mappare i punti dove serve davvero: quante macchine? Quanti dati? Latenza richiesta?
- Confrontare 5G mmWave vs Wi-Fi 6E vs cablato: spesso una soluzione mista è la migliore.
- Parlare con almeno 2 operatori prima di firmare. Le offerte sono ancora in evoluzione.
- Pensare alla sicurezza fin dall'inizio: rete privata 5G richiede comunque firewall, segmentazione, MFA.
Approfondimenti
In sintesi
La banda 26 GHz non è "il nuovo 5G per tutti". È una tecnologia chirurgica per scenari specifici: porti, fabbriche, fiere, stadi. Se siete in uno di questi mondi, vale la pena iniziare a studiare. Per tutti gli altri, fibra e 5G tradizionale restano le scelte giuste.
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